Critica

Rosy Losito Critica

Le opere di Rosy Losito, non si esauriscono in uno sguardo fugace, distratto, meritano quasi una meditazione in una rinnovata, fresca approfondita indagine nella segreta armonia delle cose e sui loro rapporti, in una reinvenzione della realtà che implica, per noi che osserviamo, l'adozione di una sintassi simbolica e compositiva del tutto nuova.
È una pittura che tace sui suoi impeti emozionali, perché insegue una verità poetica che è sepolta oltre l'apparenza del rappresentabile, lì dove i sentimenti tornano a guardare il loro unico e immutabile appagamento.
Pur scaturendo, la sua arte, da una corrente che coniuga diverse forme, la linea si fa riconoscere, perché il portato originale scaturisce da una forte adesione emotiva, che generosamente trasmette con quella spontaneità che si acquisisce dopo un lungo paziente lavoro di ricerca, unito a rare doti di sensibilità e autenticità. Rosy Losito ci propone tutto ciò con una certa sorpresa prima per se stessa che lo dipana alla sua mente per trasferirlo sulle tele, e poi con la stessa spontaneità lo propone a noi.

 Giuseppe Calella
                                                    

 

Rosy Losito comincia la sua ricerca artistica già in età adolescenziale frequentando il Liceo Artistico Statale di Bari. Successivamente porta a termine studi universitari riguardanti la tutela dei "beni culturali". Tali studi le permettono di scoprire un grande interesse inerente l'arte primitiva, accresciuto soprattutto dalla sua partecipazione, attiva e diretta, ad alcuni scavi archeologici, i quali la inducono a voler approfondire la conoscenza delle civiltà primitive, poiché le ritiene capaci di possedere un istinto puro ed incorrotto. Il così detto "Primitivismo", infatti, è sicuramente uno dei punti fondamentali della ricerca dell'artista, insieme ai concetti di "Universale" ed "Essenziale", Tali caratteristiche si possono riscontrare in quasi tutti i suoi lavori, i quali appaiono popolati da figure essenziali, geometriche, dalle forme a volte tondeggianti a volte spigolose, facenti parte di una realtà più grande, universale. Inoltre esse sono capaci di esprimere, sia una certa immobilità emotiva, sia una volontà di reagire a tutto questo, di liberarsi, di espandersi nello spazio circostante, riuscendo a trasmettere una profonda energia vitale che le indurrà a provare ad osservare un'altra dimensione, un'altra realtà, espressione del loro mondo interiore.

Titti Verni
                                                        

 

Troppo spesso la corrente pittorica del primitivismo viene indicata per catalogare una ispirazione artistica di scarso valore,dimenticando il suo influsso sulle correnti pittoriche del modernismo,in gran parte accompagnate dalla progressione artistica del grande Picasso.La pittrice Rosy Losito riesce a trasmettere sensazioni che appartengono ad una memoria emozionale sepolta in noi che a volte torna in superficie determinando la riscoperta di un percorso iniziatico dimenticato dalla frenesia di una società che corre il rischio di perdere l'originale creatività di una antica ispirazione. Il primitivismo di Rosy Losito non è perciò il ripiegamento su una concezione elementare dell'arte,ma la scoperta di archetipi che accompagnano l'evoluzione dell'arte figurativa dall'antichità ad oggi.

                                                                       Emilio Bianchi

                                                                       

 

"La porta rossa" - Personale di Rosy Losito  L'antica struttura della torre, nel centro storico di Cisternino (Brindisi), durante il mese di agosto, ha ospitato la personale di Rosy losito dal titolo: "La porta rossa". Avevo già avuto modo di conoscere l'artista qualche anno fa e i suoi lavori avevano letteralmente catturato la mia attenzione, finalmente ero di fronte ad un tipo di pittura difficile da etichettare, da introdurre in una corrente troppo specifica, ma proprio per questo estremamente personale e geniale. I lavori raccontavano la storia dell'artista, con tutte le sue debolezze, fragilità, ma anche con il grande coraggio di chi tira fuori la sua essenza e  non si ferma ad un tipo di espressione "accattivante", o troppo "virtuosistica". I suoi dipinti richiedevano, da parte dell'osservatore, un coinvolgimento emotivo, che lo avrebbe reso capace di penetrare il suo mondo pittorico fatto di essenzialità, di geometrie, ma anche intriso di una grande energia in grado di espandersi, di rompere gli schemi, di non  uniformarsi. Quella stessa energia, ma ancora più grande,più potente, l'ho ritrovata in questo nuovo suo percorso.Entrare nelle sale ospitanti i lavori di Losito, significa avere la sensazione di penetrare in misteriosi meandri che aspettano solo di essere svelati, per poi portare alla luce il centro vitale dell'essere umano.Quelle che erano figure, seppure fortemente stilizzate, sono state inglobate dalle forme geometriche, ma nello stesso tempo, esse stesse sono diventate spazio che si staglia, come nel caso di "Racconto breve I", su uno sfondo scurissimo sul quale vengono incisi segni profondi, quasi una scrittura dell'anima. La comunicazione con l'esterno diventa palese. La trasparenza e la luminosità delle forme si traduce in una sorta di abbandono dei limiti: non c'è contrasto, non c'è chiusura, tutti gli elementi comunicano fra loro. All'improvviso compare, in quasi tutti i lavori esposti, un quadrato di colore rosso che, a mio avviso, può essere considerato un "simbolo", un punto di incontro, una porta (come lo stesso titolo della personale sottolinea) ridotta all'essenzialità. Ma proprio attraverso tale porta l'artista sembra concedersi  il contatto, va oltre, supera gli schemi. Non c'è distacco tra l'osservatore e l'opera perchè esiste il mezzo per poter comunicare, il modo di arrivare al "quel" centro vitale dell'essere umano.In "La porta nella foresta" la comunicazione si rende ancora più evidente, il percorso si fa più nitido, si apre un varco tra forme, apparentemente caotiche. La tecnica del "dripping" rende il colore fluido, morbido, libero.Il percorso si conclude con "Prove di vuoto" nel quale il "varco" è diventato uno spazio vuoto dove l'immaginazione dello spettatore può liberarsi, può andare finalmente oltre i confini, può perdersi nel vuoto infinito. Quella di Losito è sicuramente una pittura d'impatto, i suoi dipinti possono quasi essere definiti "appunti di viaggio" capaci di esprimere una grande immediatezza, resa ancora più forte dall'uso del colore acrilico, il quale sembra aver trovato la sua giusta collocazione.                                

                                                                       Titti Verni